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''La Federazione Ciclistica Italiana ha sempre apprezzato e sostenuto l'azione che la Procura del CONI, al pari di altre procure, sta svolgendo in piena autonomia per contrastare il fenomeno doping. Per questo le dichiarazioni indiscriminate e generalizzate del Procuratore Ettore Torri nei confronti della nostra disciplina mi lasciano allibito, cosi' come la soluzione proposta, che ritengo inappropriate al suo ruolo e alle sue funzioni''. Lo afferma, in un comunicato, il presidente della Fci, Renato Di Rocco.
''Prendo atto - aggiunge - che si e' trattato di uno sfogo, ma intanto ha procurato un danno di immagine enorme al nostro movimento. Le responsabilita' sono personali e non devono coinvolgere tutta la popolazione dei ciclisti che gareggiano con lealta' sportiva. Confermo alla Procura Antidoping del CONI la piena collaborazione che abbiamo finora garantito. Auspico, anzi che allarghi sempre piu' gli orizzonti del suo campo d'indagine, contrastando ogni caso con serieta' e rigore, perche' il fenomeno del doping, purtroppo globale e diffuso, va combattuto a 360 gradi sul piano della legge e del diritto e non su quello delle esternazioni mediatiche''.