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08/11/2010
PRODUZIONE: Aziende allagate, problemi all'industria della bicicletta..il caso SMP

PRODUZIONE: Aziende allagate, problemi all'industria della bicicletta..il caso SMP

(I.L.) Selle SMP, una delle aziende italiane più in crescita nel segmento delle selle è appena stata gravemente danneggiata la scorsa settimana dalle inondazioni dei fiumi in Veneto che hanno causato danni in tutta la regione per centinaia di milioni di euro.

Infatti l'alluvione che nei primi giorni di novembre ha messo in ginocchio il Veneto ed in particolare la Bassa Padovana per l'esondazione del fiume Bacchiglione, non ha risparmiato l'azienda Selle SMP. Casalserugo e paesi limitrofi sono finiti eccezionalmente sotto acqua. La marea di acqua e fango ha sommerso tutto. Si è originata dal cedimento di un argine, qualche chilometro più a nord, in località Roncajette. Non ha risparmiato proprio nessuno. Ha messo fuori casa migliaia di residenti, sfollati in ricoveri di fortuna. In Veneto ha provocato almeno un miliardo di danni e tre morti, coinvolgendo qualcosa come più di 500mila persone e 130 Comuni.

L'acqua ha parzialmente sommerso la zona artigianale di Casalserugo e via Einstein, dove al civico n° 5 sorge Selle Smp. Si è quindi insinuata inesorabile nei capannoni dove trovano dimora produzione e magazzino. Tutto è iniziato nel tardo pomeriggio di martedì 2 novembre, quando l'acqua limacciosa del Bacchiglione, dopo avere lasciato il suo alveo naturale, esondando, ha iniziato ad invadere campagne, centri abitati, insediamenti produttivi e commerciali. Inermi e atterriti i fratelli Franco e Maurizio Schiavon si sono dovuti arrendere alla forza della natura. 'In un solo quarto d'ora il livello dell'acqua - raccontano sconsolati i titolari della Smp presenti in azienda al momento dell'allagamento - è salito fino a circa 40 centimetri, sommergendo i bancali del prodotto finito e le materie prime. Tutto. Abbiamo vissuto una interminabile notte di grande trepidazione finché l'acqua non si è fermata. Ciò che ci preoccupa maggiormente è il fatto che sotto acqua e fango sono finti gli strumenti robotizzati e i quadri elettrici. Dopo oltre un giorno di assedio, solo giovedì 4 novembre, l'acqua ha iniziato lentamente a defluire, lasciandoci purtroppo in eredità la conta dei danni e tanto lavoro per ripristinare al più presto la produzione e finalmente ritornare alla normalità'.

In questi giorni i periti incaricati stanno effettuando i rilievi per potere quantificare l'entità dei danni. Intanto i fratelli Schiavon, dopo aver ripulito i capannoni dal fango, confidano di riprendere la produzione nei primi giorni della prossima settimana. Si tratta davvero di una brutta e spiacevole parentesi - vissuta con ansia e preoccupazione dalla trentina di dipendenti, gran parte dei quali sono stati molto più a lungo alle prese con le abitazioni sotto acqua - che comunque non avrà particolari conseguenze negli equilibri dell'azienda padovana.
 

(FONTE C.S.)