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Dopo la splendida vittoria del 2009, il belga Philippe Gilbert ha scritto nuovamente il proprio nome nell'albo d'oro del Giro di Lombardia la “Classica delle Foglie Morte” che si è corsa oggi con partenza da Milano ed arrivo sul Lungolago di Como dopo 260 chilometri di corsa caratterizzati da una pioggia incessante negli ultimi 50 chilometri e una serie di cadute che hanno creato non poche difficoltà ai partecipanti. Il portacolori dell’Omega Pharma Lotto è stato protagonista dell’allungo decisivo sul San Fermo della Battaglia complice i capricci meccanici del secondo classificato Michele Scarponi (Androni Giocattoli-Diquigiovanni) suo compagno di fuga negli ultimi 20 chilometri.
La 104.ma edizione del Giro di Lombardia ha preso il via da Milano alla volta di Como alle ore 10,51 con 195 corridori in rappresentanza di 25 squadre. Ha dato forfait Savini (Colnago Csf Inox). Starter della corsa Roberto Formigoni Presidente della Regione Lombardia.
Contro le dichiarazioni del procuratore Ettore Torri sulla diffusione generale del doping nel ciclismo dei giorni scorsi i 195 partecipanti hanno corso attaccando ai loro caschi e alle bici la scritta “Io corro con il cuore” un’iniziativa resa possibile dall’associazioni dei corridori, dei direttori sportivi, dei gruppi sportivi e dei medici del ciclismo per sensibilizzare gli appassionati di ciclismo e non circa l’impegno profuso da tutto il movimento per contrastare il fenomeno del doping. Sono state distribuite alla partenza, al passaggio del gruppo sulla Madonna del Ghisallo e all’arrivo più di 2000 borracce contenenti un “message in the bottle” in cui si illustrano gli sforzi che il ciclismo sta compiendo nella lotta contro il doping.
Al km 15 di corsa è iniziato il tentativo di fuga che ha caratterizzato gran parte della gara promosso da Gallopin (Cofidis), Da Dalto (Liquigas-Doimo), Carlström (Sky Cycling Team), Albasini (Htc Columbia), Mirenda e Caccia (Isd Neri). Il gruppo ha lasciato subito spazio e al km 22 i fuggitivi avevano accumulato 46”.
Al passaggio a Como sulla discesa del San Fermo, sede del traguardo finale, dopo 37 km di gara il margine è salito a 8’15” facendo registrare una prima ora di gara corsa alla media di 47,900 km/h.
Dopo aver toccato un ritardo massimo di 8’46” al km 40 in località Cernobbio, il gruppo ha iniziato la rincorsa ai sei fuggitivi. A Laglio (km 48) il ritardo è sceso a 8'38". Anche lungo la salita di San Fedele d’Intelvi (km 63) il gruppo ha guadagnato terreno riducendo il distacco a 7’16”.
Dopo due ore di corsa la media è scesa a 40,800 km/h e al cartello dei meno 175 chilometri al traguardo i battistrada avevano ancora 6’36” sul gruppo che hanno perso causa caduta in discesa Marangoni (Colnago Csf Inox), Solari e Bertagnolli (Androni Giocattoli) con conseguente ritiro.
A Bellano dopo 136 chilometri (inizio salita di Tartavalle), Albasini, Caccia, Carlström, Da Dalto, Gallopin e Mirenda hanno riguadagnato terreno con un vantaggio di 8’28” sul gruppo condotto dagli uomini delll’Omega Pharma–Lotto, formazione di Philippe Gilbert. In cima al Colle di Balisio (km 161) il sestetto al comando era riuscito a conservare 4’35” con una media generale scesa a 39,700 km/h
A Regatola di Bellagio ad inizio ascesa per il Ghisallo, Albasini, Caccia, Carlström, Da Dalto comandavano ancora la gara mentre Gallopin e Mirenda, caduti qualche chilometro prima, hanno perso terreno facendosi superare dapprima da Gusev (Team Katusha) e poi dal tricolore Visconti (Isd Neri) e Madrazo (Caisse d’Epargne).
In cima alla Madonna del Ghisallo (altitudine 754 metri) dopo 203 chilometri di corsa è rimasto da solo al comando Albasini con 42” su Visconti, Caccia, Gusev e Madrazo. Il gruppo, guidato dalla Liquigas-Doimo è transitato a 1’05”.
Sull'ascesa verso la Colma di Sormano a circa 50 chilometri dall’arrivo si è rialzato anche Albasini lasciando la testa della corsa a Visconti, Gusev e Madrazo presto raggiunti da Mollema (Rabobank) che in solitaria ha fatto suo il traguardo volante speciale posto in cima alla Colma di Sormano (altitudine 1124 metri) con una trentina di secondi sul gruppetto dei migliori regolato da Zubeldia (RadioShack) e Gilbert (Omega Pharma-Lotto).
Nella parte più difficile della discesa verso Nesso (a 33 chilometri dall’epilogo), Mollema è stato ripreso da Gilbert, Nibali (Liquigas-Doimo), Lastras (Caisse d’Epargne) e Scarponi (Androni Diquigiovanni).
Nelle fasi finali della discesa ha perso contatto dalla testa della gara Nibali per una scivolata lasciando così Gilbert, Scarponi e Lastras. A 25 km dalla conclusione Gilbert ha tentato a più riprese il forcing costringendo all’inseguimento Scarponi e Lastras mentre Nibali è stato raggiunto da un gruppetto di inseguitori con l’olimpionico Sanchez Gonzalez (Euskaltel Euskadi).
Ai meno 20 si è verificato l’aggancio di Scarponi su Gilbert e i due hanno proseguito con grande determinazione e con cambi regolari verso il traguardo anticipando di 1’10” il gruppetto inseguitore di Nibali all’ingresso di Como quando mancavano 12 chilometri all’arrivo.
Salendo verso San Fermo della Battaglia a 200 metri dal culmine della salita un salto di catena ha tradito Scarponi che ha dato via libera all’allungo di Gilbert. Dietro la coppia inseguivano con 1’06” di ritardo Nibali e Fuglsang (Saxo Bank).
Con soli 10 secondi su Scarponi all’ultimo chilometro, Gilbert non ha avuto problemi a tagliare il traguardo in perfetta solitudine con 12” sull’ex compagno di fuga. Il podio è stato completato da Lastras giunto a 55”. Al quarto posto Fuglsang, quinto il vincitore della Vuelta 2010 Nibali e sesto Sanchez Gonzalez.
Tempo del vincitore 6.46’32” dopo 260 chilometri di corsa alla media di 38,373 km/h
"Sono fiero di aver vinto ancora questa gara, una delle più belle che ho disputato nella mia carriera. La mia squadra ha fatto un lavoro eccezionale perché era sempre davanti e per me era ancora più facile. Ieri avevo visto i 70 chilometri finali e sapevo che la discesa sarebbe stata più difficile della salitama sul Ghisallo sono state le gambe a decidere. Con la pioggia e il freddo negli ultimi 30 chilometri ho dovuto fare affidamento alle mie riserve. La caduta di Nibali? Non l’ho visto cadere ma immaginavo che era lui ma in quel momento avevo accelerato e questo fa parte della corsa. Scarponi? C’è stato uno spalla a spalla sulla salita di San Fermo ma volevamo evitare una buca sulla sede stradale. La Roubaix? È una corsa dove i corridori mettono a repentaglio la propria carriera per vincerla ma per me è ancora presto. E la corsa di casa nella tua Liegi? Un sogno ma ha il finale più difficile".
Philippe Gilbert nato a Verviers il 5 luglio 1982 è un ciclista belga specialista di classiche. Gli scatti sulle brevi asperità, un'ottima progressione sul passo e la discreta velocità in volata lo connotano come un finisseur puro. Enfant prodige all’età di 20 anni (secondo al Tour de L’Avenir e al campionato nazionale belga under 23 nel 2002), è passato professionista nel 2003 con la Française des Jeux (all'epoca Fdjeux.com) e ha corso per questa squadra fino al termine della stagione 2008, quando si trasferisce ai connazionali della Silence-Lotto. Le prime vittorie sono giunte nel 2005 con una tappa al Giro del Delfinato e con il successo all'Omloop Het Volk, importante classica delle Fiandre Orientali. Nel settembre 2006 ha vinto il Grand Prix de Fourmies, mentre nel 2007 il corridore belga non ha ottenuto piazzamenti significativi. L'anno seguente è tornato ad imporsi nuovamente nell'Omloop Het Volk ed è stato terzo alla Milano-Sanremo. Sempre nel 2008, in ottobre, ha ottenuto la sua prima vittoria di prestigio aggiudicandosi l'ultracentenaria Parigi-Tours. Alle "classiche di primavera" del 2009 si è messo ottimamente in mostra (terzo al Giro delle Fiandre, quarto all'Amstel Gold Race e alla Liegi-Bastogne-Liegi) prima dell'importante successo in solitaria al Giro d'Italia, quando ha conquistato la tappa Napoli-Anagni. Un mese dopo ha primeggiato nella penultima tappa dello Ster Elektrotoer, vincendo anche la classifica generale della corsa a tappe olandese. Dopo il sesto posto ai Mondiali su strada di Mendrisio ha vinto di seguito Coppa Sabatini, Parigi-Tours, Gran Piemonte e Giro di Lombardia
Il 2010 si è aperto con due piazzamenti nelle classiche fiamminghe: terzo alla Gand-Wevelgem e al Giro delle Fiandre. Ad aprile è protagonista sulle strade dell'Amstel Gold Race, gara di apertura della cosiddetta "Settimana delle Ardenne": ha rintuzzato gli attacchi, inseguito, scattato in prima persona e infine, sull'ascesa finale del Cauberg, staccato tutti gli avversari a 350 metri dall'arrivo riconsegnando al Belgio la vittoria in terra olandese sedici anni dopo Johan Museeuw.
Nel mese di settembre ha vinto due tappe alla Vuelta di Spagna vestendo per 5 giorni la maglia “roja” di leader della classifica generale. Due giorni prima del Lombardia ha fatto sua nuovamente il Gran Piemonte da Cossato a Cherasco battendo per l’occasione Bertagnolli e il bronzo iridato 2010 Breschel.
“Sono scivolato, cose che capitano, ma non ho avuto alcun problema tecnico – spiega Vincenzo Nibali subito dopo il traguardo - Abbiamo inseguito tutto il tempo, c'era tanto freddo e Gilbert andava forte. Non so se senza la caduta sarebbe finita diversamente ma ormai è andata così”.
“Gilbert è stato veramente strepitoso, mi ero preparato veramente bene a questo appuntamento e volevo fare una grande corsa. Senza quel salto di catena Gilbert mi avrebbe battuto comunque in volata” dichiara Michele Scarponi che con questo lusinghiero piazzamento saluta la sua squadra di appartenenza (Androni Giocattoli Diquigiovanni) per passare nel 2011 alla Lampre Isd.
ORDINE D’ARRIVO 104.MO GIRO DI LOMBARDIA
1. Philippe Gilbert (Bel, Omega Pharma Lotto) in 6.46’32”
2. Michele Scarponi (Androni Diquiguiovanni) a 12"
3. Pablo Lastras Garcia (Esp. Caisse d’Epargne) a 55"
4. Jacob Fulgsang (Den, Saxo Bank) a 1’08”
5. Vincenzo Nibali (Liquigas Doimo) s.t.
6. Samuel Sánchez Gonzalez (Esp, Euskaltel Euskadi) a 1’12”
7. Mikel Nieve Ituralde (Esp, Euskaltel Euskadi) a 2’07”
8. Mauro Santambrogio (Bmc Racing Team) a 3’01”
9. Carlos Barredo Llamazzales (Esp, Quick Step) a 3’25”
10. Giampaolo Caruso (Team Katusha) a 3’50”
11. Vladimir Gusev (Rus, Team Katusha) a 4’24”
12. Rigoberto Uran Uran (Col, Caisse d’Epargne) a 5’13”
fonte:C.S.
Luca Alò
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