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In merito all'articolo apparso sulla stampa mercoledì 31 agosto dal titolo: “Il destino del velodromo legato a calcio e Treviso”, vorremmo fare alcune precisazioni riguardo a delle affermazioni contenute nell’articolo. L'attività svolta dal velodromo O.Bottecchia riteniamo abbia portato molta notorietà ad una città come Pordenone sia grazie alle prove di "Coppa del Mondo" sia delle varie edizioni di 6 giorni e "3 Sere Internazionale Città di Pordenone". Iniziative che hanno reso noto il velodromo in tutto il mondo ospitando atleti di spessore. Non crediamo che l'appeal del ciclismo sia scemato negli ultimi anni, a testimonianza di questo ci sono gli incrementi di iscrizioni regionali da parte di giovani ragazzi, la notorietà di atleti italiani, quali ad esempio Nibali e Aru o anche i nostri Alessandro De Marchi, Enrico Gasparotto e Davide Cimolai che, dopo aver frequentato il velodromo di Pordenone durante l'attività giovanile, ora rientrano nei progetti della nazionale azzurra nella massima categoria. Non ultimi vorremmo citare Gino Pancino campione del mondo 1966, ed Elia Viviani oro olimpico a Rio 2016 e ragazzi della nazionale che più volte hanno ringraziato la società per l'aiuto e il sostegno dato, anche in preparazione alla spedizione olimpica. Riteniamo fondamentale indicare che Pordenone ha una storia ed un'attività a se, completamente distaccata dal centro che deve nascere nel trevigiano, che tra l'altro svolgerebbe anche attività di rifinitura differente da quelle che sarebbe in grado di fornire la nostra struttura. Solo chi non conosce la nostra attività può paragonare il futuro impianto di Spresiano, Palazzetto completamente chiuso con una pista da 250 metri, con il velodromo Bottecchia che può contare su una pista da 400 metri e se coperto, sarebbe l’unico nel triveneto. Quindi due realtà complementari e non alternative . La copertura consentirebbe l'apertura del centro sia allo svolgimento dell'attività annualmente che ad un numero maggiore di persone, quali professionisti e ciclo amatori. Inoltre consentirebbe di portare a termine le manifestazioni internazionali, che vengo trasmesse e seguite in diretta streaming mondiale, in caso di mal tempo, valorizzando gli sforzi di enti pubblici e sponsor privati che credono in questo progetto sociale di sport, cultura e aggiungerei anche pubblicitario. Crediamo che l'impianto, donato a suo tempo da alcuni appassionati al comune, meriti questo investimento diventando, se coperto, un centro di eccellenza, dando ancora più smalto alla città di Pordenone. Auspichiamo sempre maggiori fortune al calcio, augurandoci che in un prossimo futuro trovi una sua adeguata collocazione, ma nel contempo auspichiamo che il velodromo Bottecchia torni ad essere un impianto di eccellenza strutturalmente adeguato ai tempi moderni.
La Presidente
Eliana Bastianel
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