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17/03/2010
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TIRRENO-ADRIATICO: Nella generale Garzelli su Scarponi...agli abbuoni

Stefano Garzelli è il 45.mo vincitore della Tirreno-Adriatico conquistando due preziosissimi abbuoni da 1 secondo ai traguardi volanti in palio che gli hanno permesso di agganciare a pari tempo Michele Scarponi. Tra i due contendenti la spunta Garzelli per i migliori piazzamenti essendo anche leader della speciale classifica a punti.
La frazione conclusiva della corsa dei due Mari ha visto il successo del talento norvegese Edvald Boasson Hagen (Sky Cycling Team) che ha avuto la meglio allo sprint su Alessandro Petacchi (Lampre-Farnese Vini) e sulla rivelazione Sacha Modolo (Colnago Csf Inox).


"Mi piace la volata di gruppo compatto, il merito è tutto della mia squadra che mi ha portato alla volata con un treno perfetto. La Milano-Sanremo è un altro tipo di corsa ma potrei fare del mio meglio". Queste a caldo le parole di Edvald Boasson Hagen nato a Lillehammer il 17 maggio 1987 che ha all´attivo 46 successi tra i pro´ (60 nella sua carriera ciclistica). Da under 23 consegue numerosi successi di rilievo, tra cui tre tappe al Tour de l'Avenir nel 2006, due tappe al Tour of Britain 2007 e due frazioni e la classifica finale della Parigi-Corrèze sempre nel 2007. Passa professionista nel 2008 con il Team High Road, ex T-Mobile, e in quello stesso anno vince una tappa al Critérium International, una tappa all´Eneco Tour e tre al Tour of Britain.
Agli inizi 2009 si mette in luce al Challenge de Mallorca, conseguendo due secondi posti nel Trofeo Bunyola e nel Trofeo Calvia. L'8 aprile ottiene la prima grande vittoria, battendo in una volata a due l'atleta della Liquigas Aljaksandr Kucynski e aggiudicandosi la Gand-Wevelgem 2009. Nello stesso anno vince la 7ª tappa del Giro d'Italia (Innsbruck-Chiavenna), dopo essersi classificato al secondo posto nella frazione precedente. Nel suo palmarès vanta anche tre titoli nazionali norvegesi a cronometro tra i pro´ e da juniores il titolo nazionale su strada nel biennio 2004-2005.
Dopo oltre 30 anni ritorna a vincere a San Benedetto del Tronto un corridore norvegese: dal 1977 al 1979 Knut Knudsen trionfò in tutte e tre le occasioni grazie alla cronometro conclusiva.

"È stata una corsa vivace e spettacolare, la squadra è stata sempre al mio fianco - commenta il neo vincitore Stefano Garzelli - e devo ringraziare Paolini perchè mi ha scortato nelle due volate decisive e le ha fatte con perfezione e mi complimento pure con Ginanni. Stamattina sono partito tranquillo ma avevo poco da perdere. Questa Tirreno l´ho affrontata giorno dopo giorno non ero partito con l´obiettivo di fare subito risultato anche perché il livello era alto. In corsa ero uno dei cinque più vecchi ed è stato uno stimolo in più per fare bene. Dedico il successo a mio figlio Matteo, il terzo, e da quando è nato che non riuscivo più a vincere. Una dedica speciale anche a chi mi ha fatto passare professionista ovvero Giuseppe Martinellli e da lui ho imparato come si gestisce veramente una corsa".

Nato a Varese il 16 luglio 1973, Stefano Garzelli iniziò a correre all'età di 10 anni nella Polisportiva Besanese, squadra di Besano, il suo paese di origine, cui rimase legato fino al secondo anno della categoria Allievi. Passò dunque nel Pedale Sommese, altra squadra della provincia di Varese, gareggiando per l'ultimo anno tra gli allievi e nel primo tra gli Juniores, senza compagni di squadra in quanto il Pedale non allestì una formazione per quella categoria[2]. Nel secondo anno come Juniores gareggiò nella Besnatese Rollmar Ambrosio, vincendo due classiche da scalatori, il campionato provinciale con l'arrivo sul Brinzio e la Cirié-Pian della Mussa, e iniziando a confrontarsi con le gare a tappe, in particolare il Giro della Basilicata[2].
Nel 1992 passò dilettante nella Polisportiva Coop Corsico insieme all'altro varesino Daniele Nardello e, pur non ottenendo vittorie, corse un ottimo Giro della Valle d'Aosta, classificandosi diciannovesimo e confermando la propensione per le gare a tappe già mostrata negli anni precedenti.
L'anno successivo si trasferì alla Brunero Bongioanni per poi passare, due anni più tardi nel 1995, alla Resine Ragnoli di Brescia, diretta da Pierino Gavazzi. Nella formazione bresciana iniziò a lavorare più seriamente e si impose in diverse gare adatte agli scalatori, con arrivo in volata, come la Villa d'Almè-Sedrina. Nel 1996 fu istituita la categoria Under-23, il che gli impedì di partecipare a diverse gare come il Giro d'Italia dilettanti, quindi si concentrò sulla Settimana Ciclistica Bergamasca nella prima parte della stagione e sul Giro della Val d'Aosta nella seconda. Sfruttando la forma trovata in quest'ultimo, riuscì a vincere il Piccolo Giro di Lombardia, la sua vittoria più importante tra i dilettanti. In seguito alla vittoria anche della Sacile-Col Alt, il 17 ottobre Giuseppe Martinelli gli offrì un contratto da professionista nella Mercatone Uno.
Nel 1997 passa professionista con la Mercatone Uno al fianco di Marco Pantani: 25 vittorie nella massima categoria tra cui il Giro d´Italia 2000, due edizioni della Tre Valli Varesine (2005-2006), il GP Francoforte nel 2006, il Giro di Svizzera nel 1998, il Trofeo Melinda nel 2006 e il Gran Premio di Vallonia sua ultima vittoria datata settembre 2008. Nel suo palmares figurano due maglie azzurre vestite ai mondiali (Verona 2004; Mendrisio 2009), 4 giorni in maglia rosa al Giro d´Italia, un secondo posto alla Liegi-Bastogne-Liegi nel 2002 e un quarto posto alla Milano-Sanremo nel 2000.

In 45 edizioni della Tirreno-Adriatico, soltanto dieci corridori hanno vinto la classifica finale all´ultimo giorno: Franco Bitossi (1967), Roger De Vlaeminck (1975), Knut Knudsen (1978 e 1979), Francesco Moser (1981), Giuseppe Saronni (1982), Roberto Visentini (1983), Rolf Sorensen (1987), Pedro Diaz Zabala (1991). L´ultimo precedente risale al 2003 quando Filippo Pozzato conquistò agli abbuoni la gara su Danilo Di Luca.

La maglia verde di leader dei Gran Premi della Montagna è stata vinta dall´ucraino Dymtry Grabovskyy (Isd Neri) nonché primo atleta ad andare in fuga alla Tirreno-Adriatico (prima tappa Livorno-Rosignano Solvay); Stefano Garzelli (Acqua&Sapone) veste anche la maglia rossa di leader finale della classifica a punti; maglia bianca di miglior giovane per i nati dopo il 1°gennaio 1985 è l´olandese Robert Gesink (Rabobank).
La Lampre-Farnese Vini di Petacchi con 45" sulla Caisse d´Epargne e 53" sull´Astana ha vinto la speciale classifica a squadre.

Il premio FAIR PLAY dedicato a Franco Ballerini è stato assegnato al colombiano Josè Rodolfo Serpa Perez per sottolineare il gesto di lealtà e dedizione che lo hanno contraddistinto nella quinta tappa Chieti-Colmurano. Lungo la discesa del Sasso Tetto, nonostante una brutta caduta e una ferita lacero-contusa al sopracciglio destro, zigomo destro e contusione al ginocchio destro, Serpa Perez ha avuto la prontezza di spirito di passare la ruota al suo compagno di squadra e leader della classifica generale, Michele Scarponi, anch´esso caduto che ha potuto proseguire e conservare la maglia azzurra di leader. È lo stesso spirito che ha sempre animato Franco Ballerini al quale il premio è intitolato.

Il Premio Combattività, dedicato anche quest´anno al compianto e storico patron-ideatore della Corsa dei Due Mari Franco Mealli, è stato assegnato a Stefano Garzelli per aver mostrato lo spirito battagliero, combattendo ogni giorno e ad ogni traguardo, per la vittoria finale della Tirreno-Adriatico.

(Ilenia Lazzro con la collaborazione di Luca Alò)

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