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22-03-10
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La vecchia popolarissima, una storia attuale.

95 edizioni non sono poche,e rimanere sull'onda della popolarità per un periodo così lungo non è cosa di poco conto.
Dietro le quinte di questi eventi ci sono sempre molti retroscena.
Periodi difficili, difficolta economiche, quache diatriba tra le parti organizzatrici dove non sempre le idee convertono, situazioni che arrivano alla quasi rinuncia, ma che poi sempre si appianano sotto la molla che muove la sviscerata passione per il ciclismo.
Domenica scorsa a Treviso era di scena la popolarissima, corsa che rimane nel cuore dei trevigiani da ben 95 anni.
Due generazioni di sportivi, tanti personaggi ognuno con le proprie debolezze e con i propri entusiasmi, tutti però con un credo in tasca, quello del ciclismo, della lealtà, della passione, del vivere insieme un sano agonismo all'insegna del divertimento al di fuori di ogni colore o marchio.
Domenica scorsa a Treviso, dopo 153 km, dopo aver superato velocemente i lunghi rettifili iniziali e scollinato ansimando i luoghi della grande guerra sul montello, il più classico degli arrivi per una corsa che si fregia di un titolo come popolarissima, cioè manifestazione di tutti.
E proprio perchè è di tutti, anche dei corridori, sono arrivati in tanti sul traguardo di viale D'Alviano  per contendersi l'ambito trofeo, un premio al quale i ragazzi di Mirco Rossatto, atleti della trevigiani, ci tenevano particolarmente per far felice il loro presidente Remo Mosole.
Tutto bene fino a 30 metri dall'arrivo, con Giacomo Nizzolo (trevigiani) lanciato verso il successo, una vittoria ormai pregustata, alza le mani al cielo per un attimo, poi se le mette in testa manifestando tutta la sua disperazione.
La popolarissima, una corsa che si vince anche con il cuore, una gara che termina dopo 153 km, la corsa dei trevigiani e di tutti gli sportivi, un traguardo che sembrava oramai facile, concquistato, ma che fino all'ultimo nascondeva insidie ed emozioni come quelle che si vivono sugli spalti delle mura, come quelle che ha regalato Elia Viviani sfruttando l'eccesso di sicurezza di Nizzolo, e fulminandolo sulla fettuccia bianca.
95 anni non sono pochi, quante storie nei ricordi della popolarissima, l'ultimo epilogo ne ha scritto un'altra.

 

 

    

 

 

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