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23-04-2011
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Toscana, Terra di ciclismo

Prima dell’epilogo sulle strade bianche
c’è già un vincitore: lo “stile Brocci”
La formula della trasparenza dimostra che un altro ciclismo è possibile

E’ emblematico che gli inquirenti di Padova abbiano perquisito la casa di Giovanni Visconti, a San Baronto, nelle stesse ore in cui passava in quelle strade la Coppa delle Nazioni. Il caso Visconti avrà un seguito che non possiamo immaginare, e in fondo al momento non ci interessa: qui ci basta sottolineare il contrasto fra due episodi accaduti nel medesimo scenario.
Torna la domanda di sempre: un altro ciclismo è possibile? Arriva una risposta nuova e convinta, ed è un sì. Lo esclamano proprio gli organizzatori del Toscana-Terra di ciclismo. Sono gli stessi che allestiscono il GiroBio, corsa a tappe che rappresenta il manifesto del pedale pulito; l’Eroica, inno autunnale al ciclismo che fu, cantato in coro sulle strade bianche dai 3.500 appassionati già iscritti all’edizione 2011; e la novità della Coppa Italia, che andrà in scena a metà maggio a Desenzano.
Chiamiamolo pure “stile Brocci”: è ben riassunto dalla formula del GiroBio, la creatura più interessante e innovativa. Il patron toscano ha voluto una corsa trasparente, da qualunque punto di vista la si guardi. Giornate nelle quali i ragazzi interpretano semplicemente se stessi, 24 ore su 24, vivendo insieme l’avventura, senza tentazioni né scappatoie. Controllati non da gendarmi dell’antidoping, ma da coetanei: in questi due anni nello staff si sono alternati 55 laureati, provenienti da cinque prestigiose università italiane, incaricati di seguire passo passo i corridori, monitorandoli, consigliando loro la via per migliorare le prestazioni senza intaccare la salute, semplicemente agendo sulle abitudini alimentari e di vita. Tutto certificato dalle 13mila analisi effettuate sugli atleti. E tutto reso più credibile dall’esclusione immediata di chi non ha seguito le regole del gioco. Un sistema che si è dimostrato efficiente, efficace, discreto. Una lotta al doping fatta col sorriso, indicando strade da seguire e non bollando un’intera carovana.
Un altro ciclismo è possibile perché il futuro – credeteci - risiede nel passato, in quel ritorno alle origini ruspanti che troverà oggi una straordinaria dimostrazione nella tappa finale della Coppa delle Nazioni. Sulle strade bianche del Senese i giovani ciclisti riscoprono l’essenza antica e genuina del sudore mischiato alla polvere: è il cocktail di chi usa e rispetta le sue forze.
Alla fine ci saranno delle classifiche e dei vincitori:ma la cosa più importante non è chi vince, bensì come vince. Lo “stile Brocci” non è vangelo, ma rappresenta un valido punto di partenza per chi, come gli organizzatori di questa corsa, vuol dice pane al pane: di questi tempi non è poco.

Stefano Affolti

Subbiano (AR), 23 aprile 2011

Livio Iacovella
addetto stampa e comunicazione
foto:Scanferla

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