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ECCO IL NUOVO CIRCUITO DELLA 24 ORE DI ROMA
ROMA, 13 settembre 2011 - Il percorso è tutto disegnato all’interno del Parco degli Acquedotti (zona Tuscolana – Cinecittà) ed è interamente sterrato e pedalabile con piccolissimi dislivelli e difficoltà al fine di dare la possibilità a tutti di partecipare.
L’allungamento del percorso a 8,5 chilometri si è reso necessario visto l’aumento del numero degli iscritti e della presenza di numerosi ciclisti solitari.
Nonostante la carenza di importante altimetria, il percorso della 24 Ore capitolina risulta essere ogni anno più difficile, il fondo parecchio sconnesso nella zona del villaggio metterà a dura prova gli ammortizzatori delle mountain bike, mentre i lunghi rettilinei che attraversano lo storico Parco degli Acquedotti, inviteranno gli atleti a tirare lunghi rapporti (non sempre utili allo scopo).
La partenza come ogni anno stile Le Mans e si proverà “una vera e propria emozione che infiammerà il parterre con musica a palla e grida dei tifosi presenti” spiegano gli organizzatori dell’VIII Legione Romana. I bikers percorreranno circa 300 metri fino a raggiungere la propria bicicletta, precedentemente appoggiata lungo il percorso prima di entrare nella zona cambio, per dare modo al gruppo di oltre 500 atleti di immettersi nel circuito.
La parte più suggestiva e caratterizzante del percorso è senza dubbio il passaggio accanto gli archi degli acquedotti “Claudio” e “Felice”, immagini che rimarranno nella mente e nelle fantastiche foto dello staff www.sportograf.com che anche in questa edizione saranno presenti con oltre 4 fotografi contemporaneamente.
Il sistema di cronometraggio, Champion Chip, prevederà tre punti di controllo alle estremità del percorso: Via di Capannelle, San Policarpo e zona cambio.
IL PARCO DEGLI ACQUEDOTTI
Il Parco degli Acquedotti è un'area verde del comune di Roma, nel Municipio X, facente parte del Parco Regionale Suburbano dell'Appia Antica; è compreso tra il quartiere Appio Claudio, via delle Capannelle e la linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli, per un'estensione di circa 240 ettari.
Il nome deriva dalla presenza in elevato o sotterranea di sette acquedotti romani e papali che rifornivano l'antica Roma: Anio Vetus (sotterraneo), Marcia, Tepula, Iulia e Felice (sovrapposti), Claudia e Anio Novus (sovrapposti). Rappresenta il residuo di un tratto di campagna romana che originariamente si estendeva senza interruzioni tra Roma e i Colli Albani.
La trasformazione dello splendido residuo di “campagna romana” composto dai 250 ettari di territorio compresi tra via del Quadraro, via delle Capannelle, via Lemonia e via Appia Nuova in Parco degli Acquedotti, o meglio, la sua inclusione nel Parco dell’Appia Antica, può considerarsi un ammirabile esempio di coscienza civica: negli anni ottanta, di fronte allo stato di degrado dell'area, alcuni cittadini della X circoscrizione (l'attuale municipio X) si auto-organizzarono con la creazione, nel 1986, del Comitato per la salvaguardia del Parco degli Acquedotti e di Roma Vecchia. Il loro intento era di difendere l’area dalla speculazione edilizia e dal degrado. La zona, destinata a verde pubblico dal Piano Regolatore del 1965, negli anni '70 era stata espropriata e liberata dalle baraccopoli, i cosiddetti "borghetti" che si addossavano all'acquedotto Felice. La sovrintendenza aveva provveduto ai restauri dell'acquedotto, ma per il resto la zona era rimasta piuttosto abbandonata. Nuove costruzioni abusive sorgevano di continuo nell'area, negandone la fruizione ai cittadini. Grazie anche all'appoggio di alcuni intellettuali, come Lorenzo Quilici, il comitato riuscì nel 1988 a far inserire l'area degli acquedotti nel Parco dell'Appia Antica.
Nell'area del parco sono presenti numerosi resti archeologici:
- Arcate sovrapposte degli acquedotti Claudio e Anio Novus, entrambi iniziati da Caligola nel 38 e terminati da Claudio nel 52
- Arcate dell'acquedotto Felice, costruito da papa Sisto V tra il 1585 e il 1590, distruggendo parte dell'acquedotto Marcio, di cui sono oggi visibili pochi resti
- Campo Barbarico, terreno compreso tra la doppia intersezione degli acquedotti Claudio e Marcio, utilizzato nel 539 dal re dei Goti Vitige che assediava Roma
- Casa cantoniera del Sellaretto, relativa all'antica linea ferroviaria Roma-Ceprano del 1862
- Casale di Roma Vecchia, databile al XIII secolo
- Marrana dell'Acqua Mariana, fosso artificiale realizzato da papa Callisto II nel 1122
- Tomba dei Cento Scalini
. Tor Fiscale, torre medievale che sfrutta l'incrocio tra le arcate degli acquedotti Claudio e Marcio
- Villa dei Sette Bassi, la seconda più estesa del suburbio romano, attribuita a un console o un prefetto di nome Settimio Basso
- Villa delle Vignacce, attribuita a Quinto Servilio Pudente, con cisterna annessa
Luca Alò
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