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15-10-2011
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UN NOME NUOVO AL GIRO DI LOMBARDIA: OLIVER ZAUGG, ALLA PRIMA VITTORIA IN CARRIERA

Grandi classiche ancora tabù per gli italiani: a Lecco solo un quarto posto per Ivan Basso

Supremazia elvetica sulle strade del Giro di Lombardia per merito di Oliver Zaugg. L'edizione numero 105 della Classica delle Foglie Morte da Milano a Lecco di 241 chilometri, si è chiusa nel segno del portacolori Team Leopard-Trek autore dell’allungo decisivo sullo strappo di Villa Vergano posto a 9 chilometri dall’arrivo. Invano l’inseguimento al battistrada per il gruppetto dei più immediati inseguitori con Ivan Basso (Liquigas-Cannondale) che si è dovuto accontentare del quarto posto dietro allo spagnolo Joaquin Rodriguez (Team Katusha) e all’irlandese Daniel Martin (Garmin Cervelo).

Con 195 corridori al via da Milano presso il Palazzo Regione Lombardia, l’edizione 2011 del Lombardia è stata come sempre appassionante con un percorso estremamente impegnativo e mozzafiato (con le salite della Valcava, Colle Brianza, Colma di Sormano, Madonna del Ghisallo e l’inedita Villa Vergano a 9 chilometri dalla conclusione) nonostante l’impressionante ritmo impostato dal gruppo sin dalle battute iniziali facendo registrare una media della prima ora di 48,700 km/h.

La classica fuga di giornata ha preso corpo attorno al chilometro 50 con sei corridori in avanscoperta: Claudio Corioni (Acqua&Sapone), Omar Bertazzo (Androni Giocattoli-Cipi), il giapponese Yukiya Arashiro (Europcar), Andrea Pasqualon (Colnago Csf Inox), lo spagnolo Mikel Astarloza (Euskaltel Euskadi) e il belga Johan Van Summeren (Garmin Cervelo) vincitore lo scorso 10 aprile della Parigi-Roubaix.

Quando mancavano poco più di 8 chilometri alla vetta della Valcava (altitudine 1336 metri) il margine dei sei uomini al comando è salito a 6’50” per poi scendere a 1’35” in cima su impulso della Liquigas-Cannondale di Ivan Basso e Vincenzo Nibali.

A Pontida (km 105) i sei al comando non si sono persi d’animo e sono riusciti ad aumentare il loro margine a 2’52” (6’05” al km 108, 6’15” al km 115 in località Calco).

Sulla salita della Colma di Sormano, tra i 6 di testa, si sono staccati Bertazzo, Corioni, Pasqualon e Arashiro. Quest’ultimo, dopo un momento di difficoltà, è riuscito a rientrare su Van Summeren e Astarloza che in cima (altitudine 1124 metri) sono riusciti a conservare un vantaggio di 1’06” sul grosso. Da segnalare il ritiro dello spagnolo Juan Josè Cobo Acebo (Geox-Tmc) recente vincitore della Vuelta di Spagna.

L’azione del terzetto in fuga è stata annullata da un drappello di inseguitori ben assortito con il campione italiano Giovanni Visconti (Farnese Vini-Neri Sottoli), Jakob Fuglsang (Den, Saxo Bank-Sungard), il campione belga Philippe Gilbert (Omega PHarma-Lotto), Domenico Pozzovivo (Colnago Csf Inox), Mauro Santambrogio (Bmc Racing Team), Vincenzo NIbali (Liquigas Cannondale)e Luca Paolini (Team Katusha).

Poco prima del Ghisallo ha tentato l’allungo Nibali con a ruota Gilbert, Paolini, Santambrogio e Fuglsang. Con un secondo forcing, Nibali è riuscito a fare il vuoto arrivando a guadagnare in cima al celeberrimo Santuario (altitudine 754 metri) 1’16” di margine su Ivan Santaromita (Bmc Racing Team) che guidava il folto gruppo inseguitore forte di una quarantina di unità. Il passaggio di Nibali, degli inseguitori e di tutto il resto della carovana del Giro di Lombardia è stato salutato tradizionalmente dal suono delle campane del Santuario oltre a una grande cornice di pubblico presente lungo la salita. In testa uno scatenato Nibali (lo “Squalo dello Stretto”) ha toccato un vantaggio massimo di 1’42” in località Asso ma i successivi 16 chilometri di pianura, prima dell’ultimo strappo di Villa Vergano, sono stati fatali. Infatti sotto la spinta della Sky Procycling Team, la coraggiosa azione del corridore messinese si è spenta a 15 chilometri dalla conclusione (percorrendone da solo 37) durante l’attraversamento di Valmadrera.

Ai piedi della salita di Villa Vergano si è presentato un gruppo con 42 corridori: tra loro Gilbert, Visconti, Basso, Pozzovivo, Rodriguez, Paolini e Nibali costretto a mollare assieme a Damiano Cunego (Lampre-Isd) e Janez Brajkovic (Slo, Team Radioshack).

Nei pressi del Monumento dell’Alpino, nel tratto più duro dell’ascesa, Ivan Basso (Liquigas-Cannondale) ha cercato di forzare i tempi scremando il gruppo di testa ma ha dovuto lasciare la testa della corsa a Oliver Zaugg (Sui, Team Leopard-Trek). Il battistrada ha attaccato con decisione lasciando alle sue spalle i più immediati inseguitori con Joaquin Rodriguez (Esp, Katusha Team), Domenico Pozzovivo (Colnago-Csf Inox), Daniel Martin (Irl, Garmin-Cervelo), Przemyslaw Niemiec (Pol, Lampre-ISd) e lo stesso Basso.

Lungo la discesa Zaugg è riuscito a guadagnare terreno ma a 2 chilometri dalla conclusione sul drappello inseguitore con Ivan Basso sono riusciti ad accodarsi pure Visconti e Gilbert.

Sul traguardo di Lecco a Lungo Lario Isonzo, Zaugg ha potuto festeggiare il suo primo successo da professionista con una manciata di secondi davanti a Martin, Rodriguez, Basso, Niemiec, Pozzovivo, Visconti, Gilbert, Betancurt e Chiarini.

Tempo del vincitore 6.20’02” dopo 241 chilometri di corsa alla media di 38,049 km/h.

“Una grande gioia, non riesco davvero a credere cosa ho fatto ed è un successo che ha sorpreso anche me. Non ero sicuro di vincere fino alla fine perché ho avuto problemi con la batteria della radiolina e non riuscivo a sentire i distacchi. Ho dato tutto quello che avevo: in queste circostanze spesso è la testa che fa la differenza. In gare importanti come le classiche, i favoriti si guardano e si conoscono mentre invece io ho sfruttato benissimo l’occasione non da favorito”. Queste sono le parole dense di felicità per Oliver Zaugg nato a Lachen (Svizzera) il 9 maggio del 1981 e residente nel Canton Ticino ad Arcegno nei pressi di Locarno. Vice campione svizzero juniores su strada nel 1999, da under 23 ha ottenuto due terzi posti al Giro della Valle d’Aosta (2002-2003) con la maglia della Zalf Desirée Fior ed è passato professionista con la Saunier Duval nel 2004. Ha poi vestito le maglie di Gerolsteiner (2007-2008), Liquigas (2009-2010) e Team Leopard quest’anno con il nono posto al Giro dell’Emilia, l’ottavo al Gran Premio Beghelli e l’undicesimo al Giro del Piemonte.
Con Zaugg salgono a quota cinque le vittorie dei corridori svizzeri alla Classica delle Foglie Morte dopo Tony Rominger (1989 e 1992), Pascal Richard (1993) e Oskar Camenzind nel 1998 con la maglia iridata.
Transitando per primo in cima alla Madonna del Ghisallo, Vincenzo Nibali si è aggiudicato il trofeo speciale della Gazzetta dello Sport alla memoria del giornalista Pier Luigi Todisco (scomparso sabato scorso) ma il corridore messinese senza aver vinto una gara in stagione ha dichiarato a fine gara: “Troppa fatica per nulla. Ho cercato di spingere fino alla fine ma con il senno di poi, forse avrei potuto aspettare l’ultima salita. Perché ho attaccato??L’ho fatto d’istinto quando ho visto che dietro nessuno mi dava un cambio e stavano tutti alla mia ruota”.
Sesto classificato Domenico Pozzovivo (Colnago-Csf Inox): “Zaugg è partito veramente forte e le mie gambe non erano esplosive quanto le sue. Per me è una grande soddisfazione essere il secondo miglior italiano nell’ordine di arrivo”.
Il 2011 delle grandi classiche per i colori italiani si chiude a quota zero. Ancora non riusciamo a spezzare il digiuno di vittorie che purtroppo manca dall’aprile del 2009 (anno del trionfo di Davide Rebellin alla Freccia Vallone). Mentre per Philippe Gilbert, l’attuale numero 1 al mondo della classifica mondiale, il mese di ottobre è stato quello avaro di successi: dal mese di febbraio a settembre era riuscito a vincere ben 18 corse (tra cui Amstel, Freccia, Liegi, San Sebastian e una tappa al Tour de France).


ORDINE D'ARRIVO 105.MO GIRO DI LOMBARDIA
1. Oliver Zaugg (Sui, Leopard – Trek) 241 km in 6.20'02" media 38,049 km/h
2. Daniel Martin (Irl, Garmin – Cervélo) a 8"
3. Joaquin Rodriguez (Esp, Team Katusha)
4. Ivan Basso (Liquigas – Cannondale)
5. Przemyslaw Niemiec (Pol, Lampre – ISD)
6. Domenico Pozzovivo (Colnago-Csf Inox)
7. Giovanni Visconti (Farnese Vini-Neri-Sottoli) a 15"
8. Philippe Gilbert (Bel, Omega Pharma-Lotto)
9. Carlo Alberto Betancurt (Col, Acqua &Sapone)
10. Riccardo Chiarini (Androni Giocattoli-Cipi)
11. Luca Paolini (Team Katusha) a 27”
19. Rigoberto Uran Uran (Col, Sky Procycling) a 27”
27. Damiano Cunego (Lampre-Isd) a 1’15”
30. Samuel Sanchez Gonzalez (Esp, Euskaltel-Euskadi) a 1’15”
39. Jakob Fuglsang (Den, Saxo Bank Sungard) a 7’14”
40. Vincenzo Nibali (Liquigas-Cannondale) a 7’14”


Luca Alò

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