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Gran serata di stupendi valori sportivi svoltasi al Municipio di Tombolo
Relatori Presidente Mediolanum Ennio Doris ed il caporedattore-centrale Gazzetta dello Sport Pier Bergonzi
“Quando correvano Coppi e Bartali” è stato l’appuntamento svoltosi sabato scorso 3 dicembre al Municipio di Tombolo, presenti il vicesindaco Giannina Di Giorgio ed il referente allo sport Enzo Andretta, proposto dall’associazione Auser-Nuovi Orizzonti presieduta da Guido Cauzzo con relatori d’eccezione il presidente Mediolanum Ennio Doris ed il caporedattore-centrale della Gazzetta dello Sport Pier Bergonzi, celebre firma dello sport internazionale ed autore di una prestigiosa bibliografia sportiva.
La serata è iniziata col saluto del neo-presidente del Veloce Club Tombolo Angelo Berno e l’elogio di Bergonzi da parte della Gazzetta per la Medaglia di Bronzo del Presidente della Repubblica al Grand Prix Città Murata esposta in sala ed il ringraziamento a patron Doris per appoggiare il Giro d’Italia da dieci anni fregiando la Maglia Verde degli scalatori.
Doris, smessi per una sera i panni di banchiere dell’alta finanza, da profondo appassionato ha sciorinato un’eccezionale competenza ciclistica ricordando aneddoti, risultati ed episodi del Grande Ciclismo dagli anni 20 ad oggi spaziando da Alfredo Binda (tris iridato), Sante Girardengo e poi Guerra (la “locomotiva umana” vincitore dell’unico Mondiale a cronometro), Piemontesi, Belloni, Magni, Van Steenbergen, i due mitici svizzeri Kubler e Koblet fino alla leggendaria rivalità tra i mitici Coppi e Bartali.
Bartali meno vincente di Coppi, ma va evidenziato più anziano e soprattutto ostacolato dal conflitto bellico che interruppe una carriera all’apice e che lo vide, record imbattuto, dopo quello del 1938 rivincere dopo 10 anni il Tour de France del 1948, con la leggenda a narrare che costruì la sua impresa dopo una telefonata di De Gasperi e bloccando così la rivoluzione in Italia dopo l’attentato a Togliatti.
Bergonzi, con incantevole arte oratoria e letteraria, ha spiegato come l’epopea Coppi-Bartali sia diventata l’emblema assoluto di ogni dualismo sportivo, arrivando a livelli quasi feroci, non nominandosi mai per nome (chiamandosi “lui” e “quello là”) e condizionando le varie convocazioni azzurre e molte gare, tra cui il Mondiale 1948 di Valkenburg (Olanda) cosiddetto “della vergogna”, in cui per non favorirsi si marcarono tutta la corsa staccandosi dalla testa, venendo poi puniti e squalificati dalla Federazione.
Pier Bergonzi, avendolo affiancato tanti anni per lavoro, ha poi approfondito anche con l’ausilio di memorabili contributi filmati vari episodi riferitigli nel tempo dal leggendario c.t. azzurro Alfredo Martini che visse direttamente a fianco ai due campioni, raccontando i litigi per avere la priorità sull’assistenza dell’ammiraglia, sul rifornimento, sull’aiuto dei gregari, fino a minacciare il ritiro dalla corsa come Coppi stava per fare al memorabile Tour 1952 dopo il ritardo di mezz’ora per una caduta, ma poi riuscendo nella strepitosa impresa di vincerlo proprio davanti a Bartali con 20’ (recuperando cioè quasi un’ora!!), una delle più indelebili pagine di ciclismo assieme alla epica tappa Cuneo-Pinerolo del Giro d’Italia.
Chicca finale, di una serata che ha segnato profondamente i valori sportivi più autentici, la “verità” sul famoso scambio di borraccia, gigantografia simbolo della Gazzetta che, come ha spiegato Bergonzia, viene posta come sfondo ufficiale alle foto dei più grandi campioni dello sport in visita al quotidiano rosa milanese.
Pare, come rivela la moglie del fotoreporter che li immortalò, non si trattasse di alcuna borraccia ma di una normale bottiglia d’acqua consegnata ai lati della strada, ma la leggenda continuerà…
PIERLUIGI BASSO
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