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25-04-2012
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Immenso Barbin: il “Liberazione” è suo

Comunicato stampa
 L’azzurro della Trevigiani Dynamon Bottoli ha battuto Fedi e Villella allo sprint Ora la domanda è: fino a dove potrà arrivare Enrico Barbin? Ha rotto il ghiaccio alla Piccola Sanremo, si è confermato nella prima tappa del “Toscana” (Coppa delle Nazioni), si è consacrato con il Gran Premio Liberazione, la corsa di un giorno più prestigiosa sul territorio nazionale. Ed è stato il più assiduo in assoluto sui podi delle gare di selezione. Vincendo alle Terme di Caracalla Barbin, 22 anni, bergamasco, ha dato dimostrazione di una versatilità che fino a poco tempo fa era sconosciuta anche a lui stesso. La definizione di “scalatore” con cui è stato etichettato in passato ora gli sta decisamente stretta. Al Liberazione, che non è corsa per arrampicatori, ha vinto battendo allo sprint due compagni di fuga: Andrea Fedi (Hopplà) e Davide Villella (Colpack). I primi sei classificati sono italiani, a conferma dell’ottimo momento che gli under 23 azzurri stanno vivendo. “La corsa è andata come speravamo – commenta Marco Milesi, d.s. della Trevigiani Dynamon Bottoli -. Enrico doveva inserirsi nella fuga degli ultimi giri. Avevano le stesse consegne Zhupa e Coledan, che poi hanno svolto un gran lavoro per il loro compagno. Dal Col e Aldegheri invece erano le nostre punte in caso di arrivo in volata. Tutti i ragazzi hanno corso veramente bene, e Barbin si è superato. E’ stato presente nel momento giusto, ha speso solo le energie strettamente necessarie e ha disputato una grande volata. E’ un corridore che non spreca le sue occasioni e sta attraversando un periodo di grande forma. I risultati si vedono”. Come ogni edizione, anche la numero 67 del Gran Premio della Liberazione è stata tutto un susseguirsi di fughe, fino quella da cui è scaturito il vincitore. Al secondo giro se ne vanno Acquavilla (Team Brilla), Kullmbetov (Kazakistan), Davidenko (Kazakistan), Petilli (Delio Gallina), Stimulak (Slovenia) e Mosca (Podenzano). Il gruppo, tirato dalla Nazionale australiana, si fa sotto all’undicesimo giro. Freieberg (Australia), Watson (Australia), Fedi (Hopplà), Muscianese (Farnese Vini), Nosotti (Casati), Sedaboni (Colpack) e Bacci (Caparrini) agganciano i battistrada ma dopo tre giri sono tutti ripresi. L’allungo decisivo è di Davide Villella e Giuseppe Fonzi della Colpack. Si mettono al loro inseguimento Enrico Barbin (Trevigiani Dynamon Bottoli), Andrea Fedi (Hopplà) e Davide Orrico (Colpack). Il loro vantaggio sfiora i 50 secondi. Manca solo un giro e in testa rimangono Barbin, Villella e Fedi. Il vantaggio dei fuggitivi cala, il gruppo allungato si avvicina minacciosamente ma ormai la vittoria è affare loro. Nel rettilineo finale Villella parte lungo, Fedi e Barbin stanno in scia, poi lo saltano e danno vita ad un testa a testa che premia lo spunto più brillante del bergamasco. La maglia azzurra con la banda tricolore è sua. Il gruppo taglia il traguardo con sette secondi di ritardo. La Trevigiani Dynamon Bottoli torna da Roma anche con il sesto posto di Daniele Aldegheri. Il bilancio della Coppa Ardigò di Pessina Cremonese, invece, lascia qualche rimpianto al team di patron Remo Mosole: Christian Grazian del Cycling Team Friuli ha messo in fila nell’ordine i biancoazzurri Moser, Scartezzini, Tommassini e Locatelli. Ordine d’arrivo G.P. Liberazione

1 BARBIN Enrico Trevigiani Dynamon Bottoli, km.138 in 3h 18’ media/h 41.829

2 FEDI Andrea Hopplà Wega Truck
3 VILLELLA Davide Team Colpack
4 SBARAGLI Kristian Hopplà Wega Truck a 7”
5 FIUMANA Thomas Petroli Firenze Team
6 ALDEGHERI Daniele Trevigiani Dynamon Bottoli
7 BOEVE Mats Ned - Rabobank Continental
8 PAULINHO Pedro Portogallo
9 POZZETTO Federico Idea Shoes MCS-Madras
10 SEDABONI Francesco Team Colpack
11 BERNARDINI Simone Big Hunter
12 MILANI Gianluca Zalf Fior
13 QUINTERO ARTUNDUA Duber Armando Col - Delio Gallina S.Inox
14 ULIVIERI Mirko Idea Shoes MCS-Madras
15 AFONSO Luis Portogallo16 ZHUPA Eugert Trevigiani Dynamon Bottoli ____ Ufficio Stampa: Eros Maccioni.

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