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05-07-2010

Giro d’Italia Femminile 2010: Esperienza e gioventù, la “Safi-Pasta Zara-Manhattan” unita per Marina Romoli.

È Diana Ziliute ad aspettarci, dopo cena, per quattro chiacchiere sulla sua “Safi-PastaZara-Manhattan”, al fresco dopo una giornata torrida. Sulla panchina, all'ombra di unvecchio acero, si fermano anche Eleonora Patuzzo e Alona Andruk, interessate adascoltare le parole del ds, e anche per dire la loro.«Per questo Giro - ci racconta Diana - abbiamo pensato di affiancare al nostrogiovanissimo gruppo una ragazza forte e d'esperienza come Olga Zabelinskaya, che ioconosco e seguo da tempo. È stata lontana dalle competizioni per quattro anni, ma aCittiglio quest'anno mi ha impressionata: scatti, controscatti, le migliori facevano fatica atenerle la ruota. Un incidente ne ha un po' condizionato la preparazione, ma mi haassicurato che ora sta bene e la prova nella cronometro mi ha dato delle conferme. Èdifficile immaginare come possa reagire al confronto con le grandi salite, ma lei è unascalatrice e secondo me potrebbe anche scapparci una discreta classifica».Il discorso cade poi sullo straordinario periodo di Eleonora Patuzzo: «Questo Giro èl'occasione giusta per testarsi senza assilli su salite lunghe per cercare di capire se nelfuturo potrà tornarci per vincerlo, un Giro - continua Ziliute - anche se il suo obiettivorimane quello di provare a fare bene un paio di tappe. I chilometri accumulati qui letorneranno utilissimi agli Europei, dopo aver fatto una settimana di scarico, sarà senzadubbio tra le protagoniste».«Sì - interviene la Patuzzo - mi piacerebbe fare una buona prova agli Europei in magliaazzurra, e potrebbe essere anche l'occasione giusta per cominciare a mettersi in mostraagli occhi del ct per un'eventuale chiamata per i Campionati del Mondo. I buoni risultatiche ho raggiunto finora devono essere solo un punto di partenza per fare di più, ad oranon so dire dove potrò arrivare, ma sento di poter migliorare ancora e raggiungeretraguardi ancora più prestigiosi».Si aggiunge al discorso anche l'ucraina Andruk: «Io invece - ride - sono troppo vecchiaper gli Europei Under 23, ma mi piacerebbe essere al Mondiale anche se, non avendopartecipato ai Campionati Nazionali del mio Paese, avrò meno occasioni per farminotare dal mio selezionatore; dovrò dare il massimo nelle corse di fine stagione perandare in Australia. In questi primi giorni di Giro ho sofferto tanto il caldo, ma ora sembraandare un po' meglio e nei prossimi giorni cercherò di dare una mano alla nostraragazza di classifica e alla nostra velocista».Si finisce quindi a parlare del momento di Rasa Leleivyte, è a lei che Alona si riferiva:«Rasa è arrivata con una buona condizione a quest'appuntamento - riprende la Ziliute -anche se nella volata di Trieste (nell'altra è stata coinvolta nella caduta, ndr) non èriuscita a trovare il varco giusto. Ancora non ha la malizia delle Teutenberg, Bronzini ecompagnia per queste volate a gruppo compatto. Il suo spunto è notevole ma ancoradeve imparare a essere "cattiva" negli ultimi chilometri. Però siamo sicuri che ci riproverà.
Per il resto abbiamo una squadra con grande potenziale e i risultati che hanno raggiuntoragazze come Foresi, Kozonchuk e Kapusta nell'ultimo periodo mi hanno dato confermache le doti ci sono, e lavorando sui loro punti deboli il gruppo potrà ancora crescere edare di più».È inevitabile che la conversazione finisca su Marina Romoli, Diana indossa proprio una t-shirt con la scritta "Forza Marina", così come tutto lo staff della “Safi-Pasta Zara-Manhattan”: «Se dovessi fare una similitudine - continua la lituana - è come se adognuna di noi ora mancasse un dito di una mano. Marina non era una qualsiasi delgruppo, faceva squadra, era sempre pronta ad aiutare le compagne, una personastraordinaria. Quello che abbiamo fatto finora lo abbiamo fatto con lei e per lei e cosìsarà per tutto il Giro e per tutta la stagione».«È stato un colpo durissimo, non ci sono parole», sono le uniche cose che riesce a dire laPatuzzochepoirivolgegliocchiaterra,ildoloreèancoravivo.«Noi crediamo ancora che lei possa tornare a camminare - aggiunge Andruk - e cicrede pure lei, ha una determinazione fuori dal comune, è fantastica. Mi ha chiamataproprio cinque minuti fa per chiedere come era andata la cronometro e come stavamotutte, è incredibile che lei in questo momento pensi a noi, ma Marina è così».Tra una parola e l'altra si son fatte le dieci della sera, per le ragazze è ora di riposarsi enoi ci congediamo non potendo far altro che unirci alle loro speranze e augurando lorodi poter dedicare una vittoria, da qui a Monza, alla nostra Marina.

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