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Ecco una dimostrazione di come si onora una maglia azzurra. L’Italia under 23 è uscita sconfitta dal campionato del mondo di Firenze, dominato dallo sloveno Mohoric, ma tutti si sono tolti il cappello di fronte al lavoro svolto da Michele Scartezzini nei primi 100 chilometri di gara. L’atleta veronese della Trevigiani Dynamon Bottoli ha interpretato senza riserve le consegne ricevute e non ha risparmiato una stilla di energia per far sì che la nostra nazionale, imperniata su Davide Villella, potesse sperare nel miglior risultato. Una prova di tenacia e di forza che ha confermato una volta di più, qualora servisse, quanto Scartezzini meritasse di partecipare a questo mondiale.
“Più di così non avrei potuto dare – racconta Scartezzini ripensando al suo mondiale -, mi sarebbe piaciuto tenere duro un giro in più ma il percorso era veramente molto impegnativo. Mi spiace che noi azzurri siamo rimasti giù dal podio, allo stesso tempo sono molto soddisfatto della compattezza con cui abbiamo corso. Per quanto mi riguarda non ho rimpianti: c’è sempre un corridore che si deve sacrificare nella prima parte di un mondiale e non è detto che il suo ruolo sia meno importante di quello degli altri. Per me è stata comunque una grande esperienza e un’emozione unica”.
Ufficio Stampa: Eros Maccioni.
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