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24-05-2014

OPINIONI A CONFRONTO

velodrome

Gli obiettivi di Gianluca Brambilla, il rammarico di Luca Scinto


Il Giro d’Italia sta per entrare nel vivo: con la quattordicesima tappa e l’arrivo al Santuario di Oropa iniziano le grandi salite, che da qui a Trieste non ci abbandoneranno più. La maglia rosa Rigoberto Uran entra in questa fase della corsa non solo con la forza e la tranquillità derivanti dal vantaggio che accumulato in classifica sui principali avversari, ma anche grazie alla consapevolezza di avere le spalle coperte da una delle squadre più forti in gara quest’anno, la Omega Pharma – Quick-Step.

Tra i gregari più fidati di Uran c’è sicuramente Gianluca Brambilla, uno dei corridori italiani più in evidenza in questa prima parte del Giro, che in collegamento telefonico nel corso della diretta streaming  “Velodrome, opinioni a confronto” ha sottolineato : «Nella parte iniziale abbiamo limitato i danni. Nella cronometro Rigo e la squadra hanno fatto un lavoro formidabile. Tutto il team ha dimostrato di stare davvero bene; adesso dobbiamo continuare così fino a Trieste». Attualmente 13° in classifica generale, suo miglior piazzamento in carriera (conquistato due anni fa quando correva alla Colnago), Brambilla sa che nella fase decisiva del Giro sovrà mettersi completamente a disposizione del suo compagno di camera, nonché capitano: «Da domani inizia il Giro, quello vero. Per quel che mi riguarda sono contento; da domani sarò al 100% a disposizione di Uran per difendere la maglia rosa».

L’ultima tappa prima dell’inizio delle grandi montagne, la Fossano-Riverolo, era anche una delle poche possibilità ancora a disposizione dei velocisti. Lo strapotere di Bouhanni, unito alle non perfette condizioni fisiche di alcuni avversari (primo fra tutti Viviani), hanno creato i presupposti affinché la fuga di giornata potesse arrivare al traguardo. Ad approfittare della situazione è stato Marco Canola, alla seconda e più prestigiosa affermazione da professionista.

Tra i meno contenti per l’andamento della frazione va annoverato Luca Scinto. La sua Neri-Alè, una delle squadre più combattive del Giro, ha mancato la fuga proprio nel giorno in cui il tentativo si è concluso con successo e il vulcanico direttore sportivo della formazione yellow-fluo non le manda certo a dire ai suoi corridori: «Sono scocciato e arrabbiato con i miei atleti. C’era in programma la fuga per Fedi, che però ha avuto problemi con il cambio al km 0 e non ha potuto accodarsi al tentativo. Peccato, perché è un atleta abbastanza veloce. Ponzi e Colli per ora in questo Giro non sono pervenuti; almeno non come mi aspettavo. Peccato che una squadra combattiva come la nostra  non ne abbia approfittato. Proprio nel giorno in cui la fuga è andata in porto. Per me rappresenta una grossa sconfitta».

Lungi da Scinto darsi per vinto. Le occasioni da qui alla fine del Giro non mancheranno e la conclusione positiva del tentativo di Marco Canola e soci può fungere da stimolo per invogliare più atleti a cercare l’azione da lontano. Questo è anche il pensiero del diesse toscano: «È giusto che sia arrivata la fuga, anche per dare un segno a questo Giro. In molti potranno trovare da questa circostanza stimoli positivi, nella consapevolezza che anche in una tappa banale, quasi interamente pianeggiante, si possa comunque tentare». L’obiettivo della Neri-Alè da qui alla fine del Giro è quello di portare a casa un successo di tappa: «Penso di avere dei corridori che possono ambire ad una vittoria di tappa: Ponzi, Finetto, Rabottini. Gente che credo che tante altre squadre vorrebbero. Rabottini ha grossi margini di miglioramento, ma deve avere più fiducia in sé stesso. Credo ancora ai miei ragazzi. Voglio dare loro un segnale forte, anche attraverso una critica severa. Siamo al Giro e devono dimostrare che corridori sono».

Approfittando di una tappa impegnativa e al contempo suggestiva ed evocante grandi imprese, “Velodrome, opinioni a confronto” ha contattato per il commento quotidiano due corridori che negli anni ’90 sono stati assoluti protagonisti della corsa rosa, riuscendo a raccogliere nel conteggio complessivo dei loro palmarès, ben tre successi nella nostra corsa più amata: Evgenij Berzin (che forse nel corso della diretta  accetterà di essere chiamato Eugenio) e Ivan Gotti. Tantissimi amarcord, come tante le imprese che i due grandi ex hanno lasciato sulle strade del Giro. Sarà certamente un interessante passo indietro a 15-20 anni, con la speranza che anche la cronaca odierna possa offrire spunti interessanti per commentare una tappa che sulla carta si annuncia ricca di emozioni.


Peccioli,

24 maggio 2014
 

 

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Roberto Sardelli

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